Giovanna d’Arco

Una supereroina alla Guerra dei Cent’Anni: dalle figurine Liebig al fumetto

28 novembre 2015 – 24 gennaio 2016

Orari di apertura: da martedì a venerdì, ore 15.00-19.00; sabato e domenica, ore 15.00-20.00.
Ingresso libero

In occasione dell’inaugurazione della Stagione Lirica del Teatro alla Scala, che quest’anno vede allestita l’opera “Giovanna d’Arco” di Giuseppe Verdi, partecipiamo agli eventi culturali de “La prima diffusa”, il ricco calendario di appuntamenti organizzati dal Comune di Milano in collaborazione con Edison, con una mostra inedita dedicata alla protagonista dell’opera: Giovanna d’Arco.

Il mito e la vicenda umana di Giovanna d’Arco vengono raccontati attraverso l’esposizione delle pagine più belle di importanti racconti a fumetti della sua vita pubblicati dalle più importanti riviste per ragazzi, soprattutto di ispirazione cattolica, dal dopoguerra ad oggi: tra le più significative, la raffinata versione disegnata nel 1958 da Franco Caprioli per Il Vittorioso e quella di Nino Musio apparsa sulle pagine de Il Giornalino nel 1976, cosi come la bellissima pagina disegnata da Domenico Natoli per Il Corriere dei Piccoli nel 1957. Non meno affascinanti e cariche di pathos sono le vignette e le grandi tavole riassuntive disegnate da Vittorio Cossio per la versione a fumetti della vita di Giovanna pubblicata sul settimanale cattolico Vera Vita nel 1955/56. Non manca poi la vita di Giovanna nella versione raccontata dalla celebre serie americana Classics Illustrated, che adattava a fumetti la vita e le opere dei grandi protagonisti della storia e della letteratura. I misteri che cirocondano la figura di Giovanna sono invece al centro di un intricato caso affrontato da Martin Mystère, il detective dell’impossibile. A testimonianza di quanto il mito di Giovanna non conosca confini ecco esposte anche le pagine più belle del manga giapponese disegnato da Yoshikazu Yasuhiko, uno dei creatori della celebre serie animata Gundam (1995).

La figura di Giovanna ha ispirato anche innumerevoli illustrazioni dagli usi più diversi, come ci raccontano le figurine Liebig (prestito della Filatelia Sanguinetti di Milano) e alcuni santini esposti grazie alla collaborazione di Stefano Fasoli del Museo del Santino. La santificazione di Giovanna del 1920 viene invece raccontata attraverso la magnifica copertina disegnata dal grande Achille Beltrame per La domenica del Corriere.

Non mancano poi chicche inaspettate di ieri e di oggi, come l’opera in versi “La Pulcella d’Orléans” di Voltaire in una preziosa edizione tradotta in italiano da Vincenzo Monti e magistralmente illustrata da Giuseppe Mazzoni o le inaspettate interpretazioni della santa nella serie animata I Simpson, nei videogiochi o nella musica, con l’esposizione del disegno con cui Sergio Daricello, stilista siciliano, ha vinto il concorso indetto da Madonna in occasione del suo nuovo tour, che ritrae la cantante proprio nelle vesti di Giovanna d’Arco.

Immancabile, come ormai da tradizione, il diorama in Lego costruito dagli amici dell’Associazione BrianzaLUG, che rappresenta  l’assedio guidato da Giovanna sotto le mura di Orléans. Infine, importantissimo nell’evoluzione del mito di Giovanna d’Arco è il cinema con 13 pellicole prodotte in più di 100 anni, in cui dominano le due straordinarie interpretazioni della santa offerte da Ingrid Bergman.

In occasione dell’inaugurazione della mostra si terrà una visita guidata (ore 17.30) e a seguire (ore 18.30) verrà allestito all’interno del museo lo spettacolo “OLTRE IL ROGO”, una performance teatrale diretta da Roberto Cajafa e realizzata dall’Associazione Tangiro, dedicata alla nascita della Santa Inquisizione, l’organismo di controllo religioso nato in Linguadoca per combattere l’eresia. La rappresentazione inizia il 21 luglio del 1209, con la prima delle tre crociate contro gli Albigesi a Bezièr. Vedremo come veniva organizzata la macchina inquisitoriale, quali tecniche erano usate per stanare gli eretici e le ripercussioni che aveva nelle società la “strategia della paura” sostenuta dalla Santa Inquisizione, fino alla conclusione che ci racconta del rogo di Giovanna.

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